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Lo stato di salute e la vita stessa dell'individuo sono il frutto dell'unione e della perfetta integrazione di più sistemi, di più fenomeni e di più componenti biologici che, insieme, concorrono alla realizzazione di un perfetto equilibrio dinamico e controllato.

Tale equilibrio, pur programmato sul piano genetico, è in grado di rispondere adeguatamente, con una risposta adattativa, a stimoli non programmati, endogeni ed esogeni come gli stimoli ambientali. E ciò, sia a livello dell'intero organismo che di singoli organi che, interagendo tra loro e finemente integrandosi, lo compongono e lo rendono individuo unico.

Quella che Cartesio, nel XVII secolo, definiva “concezione olistica della Scienza”, appare oggi confermata e sostanziata da dimostrazioni straordi- nariamente precise ed approfondite di biologia cellulare, molecolare e nucleare: i capi della “matassa delle conoscenze” si individuano con sempre maggiore chiarezza.

All'orizzonte della applicazione alla salute dell'Uomo si profila, infatti, con contorni sempre meglio definiti, una dinamica biologia epigenetica in grado di rispondere, in modo temporaneo o definitivo, alle sollecitazioni ambientali e della quale ogni atto medico mirato alla diagnosi ed alla terapia deve inevita bilmente tenere sempre più conto; come deve tenerne conto la farmacologia di frontiera impegnandosi ad intervenire, in modo mirato, modulando e non violando i meccanismi che la biologia  controlla.

Tra i più straordinari organi da considerare, la cute con i suoi annessi e le mucose; organi fondamentali che  devono il proprio benessere alla perfetta integrazione delle diverse funzioni realizzata  all'interno dei rispettivi tessuti.

Il Progetto Dermoscienze di Epitech Group (EPINORM PROGETTO DERMOSCIENZE) si pone l'obiettivo di indagare e di comprendere sempre meglio il ruolo dinamico dei vari sistemi tissutali dell'organo pelle e dell'organo mucosa, nonchè di fornire al Medico strumenti differenziati in grado di intervenire tempestivamente  nel modulare  quei fenomeni che progressivamente conducono dalla situazione di equilibrio, dinamico e intersistemico, alla comparsa di segni e sintomi che rendono riconoscibile la patologia.

In questa situazione, al Medico si impon- gono interventi altamente specifici, anche in funzione della differente localizzazione anatomica dei tessuti cutanei e mucosali da curare; interventi volti ora al semplice mantenimento del benessere, ora alla prevenzione, ora direttamente alla terapia quando gli squilibri funzionali, superato l'argine della risposta adattativa, tendono a trasformarsi in malattia.

La Ricerca ha da tempo dimostrato che la nostra pelle e le nostre mucose  rappresentano  inattesi organi target per numerosi segnali neuroendocrini, neurotrofici, neurotrasmettitoriali e neuropeptidergici, generati il più delle volte all'interno dei rispettivi tessuti e dotati di uno straordinario impatto sulla biologia di questi fondamentali e straordinariamente diffusi organi, nella salute e nella malattia.

Il riconoscimento, ormai acquisito, che pelle e mucose condividono con il sistema nervoso un comune alfabeto molecolare capace di attivare l'intenso colloquio tra stipiti cellulari appartenenti a differenti sistemi tissutali e, nel contempo, coinvolgono congiuntamente il sistema immune con l'obiettivo di disporre di  delicati inputs regolatori inter- sistemici, rappresenta l'inizio di una vera e propria rivoluzione nelle Scienze degli epiteli, rispetto a quanto finora noto sui meccanismi di funzionamento di cute e mucose. Come conseguenza, emerge una nuova branca delle Dermoscienze, la psiconeuroendocrinoimmunologia dermatologica (PNEI dermatologica) - in grado di esplorare e valutare le “brain-skin connections”, confrontando ed utilizzando le conoscenze disponibili in tema di neurobiologia, neuroimmunologia e neuro farmacologia della pelle e delle mucose (Scapagnini U. et al, 1990) (Arck P.C. et al, 2006).

Tra le cellule del sistema immune coinvolte in meccanismi di regolazione  degli equilibri intersistemici, un ruolo fondamentale va riconosciuto al mastocita, una cellula del sistema immune, considerata oggi il vero “direttore d'orchestra” in grado di mantenere a livelli adeguati l'equilibrio omeodinamico tissutale a fronte degli stimoli multipli che tenderebbero continuamente ad alterarlo; allo stesso mastocita è stata, altresì, pienamente riconosciuta la responsabilità di orchestrare il processo di infiammazione neurogenica che insorge quando determinati stimoli, esogeni e/o endo geni, arrivano a superare, localmente, i limiti della risposta adattativa (Kinet JP. 2007) (Arck P., 2006) (Heib V. et al, 2008) (Metz M. et al, 2009).

In sostanza il mastocita agisce da efficiente e velocissima “stazione di collegamento” tra sistema nervoso - centrale e periferico-, sistema micro vascolare, sistema endocrino e sistema immunologico: questa cellula rappre senta, in sostanza, il core delle “brain-skin connections” e quindi il core della PNEI dermatologica.
In questa luce il mastocita, a partire dai primi anni '90, diviene bersaglio ideale per approcci farmacologici tesi a ripristinare il corretto equilibrio omeo- dinamico, in presenza di stimoli agonisti sovra-massimali (Levi Montalcini R. et al 1996). Vengono, ad esempio, chiariti i rapporti molecolari e funzionali tra mastociti e stress con la dimostrazione che ormoni dello stress, come il CRH (Corticotropin Releasing Hormon) ipotalamico viene riconosciuto uno dei più potenti trigger di attivazione mastocitaria a livello della cute    . (Theoharides TC. 2002).

La scoperta del meccanismo fisiologico di regolazione inibitoria locale del mastocita (meccanismo ALIA  Autacoid Local Injury Antagonism) che, lungi dal “bloccare” questa delicata cellula, ne garantisce la normale reattività di per sè essenziale per la vita stessa dei tessuti, apre la porta all'era della farmacologia di modulazione  della reattività tissutale, particolarmente rilevante nel campo delle Dermoscienze (Facci L. et al, 1995). La nuova classe di molecole attive sulla infiammazione neurogenica attraverso la modulazione inibitoria del mastocita, le ALIAmidi, frutto della Ricerca italiana promossa da Epitech Group in collaborazione con Scienziati di grande reputazione internazionale, consente oggi la realizzazione, sia in Italia che all'estero, di strumenti farmacologici altamente innovativi (De Filippis D. et al, 2008) .

Contemporaneamente, dall'inizio degli anni 2000,  lo straordinario sviluppo delle conoscenze sul sistema endocanna- binoide e sul connesso sistema endovanilloide, seguito alla scoperta dell'Anandamide, fornisce conferme ed approfondimenti di grande valore sui meccanismi di azione regolatori -cellulari, recettoriali, molecolari e nucleari - di molecole, come le ALIAmidi, costituenti innovative pportunità  terapeutiche nel settore della farmacologia di modulazione in Dermoscienze. (Birò T.et al 2009) (Di Marzo V., 2008)

Ed in effetti questa enorme mole di nuove conoscenze modifica sostanzialmente il modo di considerare molte delle più diffuse patologie della cute e degli annessi come la dermatite atopica, la psoriasi, la dermatite seborroica, il  prurigo nodularis, il lichen planus, l'orticaria cronica, l'alopecia aereata, il prurito sine materia, la rinite allergica, tutte situazioni patologiche nelle quali l'infiammazione neurogenica mastocita-indotta, derivante da alterazione della “brain skin connection”, appare fenomeno comune e dominante ad elevato significato eziopatogenetico. (Arck P. et al, 2006) (Knelling M.et al, 2009).

L'infiammazione neurogenica mastocita-indotta gioca inoltre un ruolo molto importante nel favorire la diffusione - a livello della pelle, del complesso ungueale nonchè di mucose orali e nasali- di fenomeni infettivi batterici e micotici (Knelling M.et al, 2009) (Ito T. et al, 2005) (Walsh L J., 2003) (Vliagoftis H., 2005).

Di straordinario interesse il ruolo del mastocita e dell'infiammazione neurogenica che lo stesso è in grado di scatenare a livello del follicolo pilifero con la conseguenza di interferire profonda mente con il normale ciclo biologico del capello; queste nuove conoscenze comportano una profonda revisione dei criteri eziopatogenetici, diagnostici e terapeutici di molte patologie del follicolo pilifero  (Peters E. et al, 2007).



 
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